codice rosa

Umbria, al via il codice rosa al pronto soccorso

Prende il via la sperimentazione del “codice rosa” al pronto soccorso negli ospedali umbri di Perugia, Terni, Città di Castello, Foligno, Spoleto ed Orvieto: assistenza fisica e psicologica per le donne vittima di violenza. Infatti, il Codice rosa consiste in una procedura di intervento per riconoscere e rilevare casi di violenza sessuale, maltrattamenti o stalking sulle donne, attraverso uno specifico percorso di accoglienza che garantisce la privacy e l’incolumità fisica e psichica delle vittime.

L’iniziativa è frutto del protocollo d’intesa sottoscritto dalla Regione Umbria, i Comuni di Perugia, Terni ed Orvieto, l’Anci Umbria, le questure di Perugia e di Terni, le Aziende sanitarie umbre (Usl 1 e 2 Umbria), le Aziende ospedaliere Santa Maria della Misericordia di Perugia e Santa Maria di Terni e le associazioni “Liberamente Donna” (responsabile dei Centri antiviolenza di Perugia e Terni) e “L’albero di Antonia” (responsabile del Centro antiviolenza di Orvieto). Obiettivo dell’Accordo è la messa a disposizione di spazi adeguati e di equipe integrate multiprofessionali, debitamente formate, che lavorano in stretto contatto con i Comuni e gli altri soggetti del sistema regionale dei servizi di contrasto della violenza di genere. E’ prevista, altresi, l’individuazione di una ‘stanza rosa’, dove la vittima riceve assistenza medica e psicologica e dove, se occorre, può incontrare le forze dell’ordine e fare denuncia. Qui, tenendo conto delle specificità organizzative dei singoli ospedali, sarà presente un kit per esami biologici, il refertamento fotografico e cartelle cliniche guidate, così da fornire dati utili anche all’Autorità giudiziaria e supporti informatici accessibili alle forze dell’ordine.

Il progetto, che ha durata annuale, consentirà anche di incrementare la raccolta dei dati sulla violenza di genere e familiare da parte dell’Osservatorio regionale sulla violenza e di consolidare la rete dei servizi di contrasto e prevenzione alla violenza, attraverso l’acquisizione di procedure, pratiche ed azioni comuni. Sono previste anche azioni di sensibilizzazione ed informazione sul fenomeno del maltrattamento nei confronti dei medici di medicina generale e pediatri di famiglia.

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