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Lo sport come espressione dell’unicità femminile

Enna – Villa Casale, il mosaico di epoca romana chiamato le ragazze in bikini mostra che già nel IV secolo le donne erano solite praticare sport. Il mosaico è diviso in due sezioni, in cui dieci atlete in bikini sono raffigurate mentre svolgono varie competizioni tra cui: esercizi coi pesi, lancio del disco e corsa campestre. Le ragazze indossano un subligar, (slip da donna di epoca romana) e uno stropkion (top) e rimandano ad un’idea di un corpo femminile assolutamente attuale, un corpo che può essere mostrato con molta naturalezza durante lo svolgimento dell’attività fisica.

In epoca romana come oggi possiamo affermare che la donna, attraverso lo sport, è libera di esprimere, non solo la forza, la leggerezza, l’abilità del suo corpo nelle varie discipline sportive, ma anche tutta una serie di caratteristiche personali e interiori come la costanza, la volontà ed anche l’aggressività mettendo così in evidenza aspetti di unicità.

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Lo sport permette alla donna di prendersi cura del suo corpo attraverso l’esercizio, ma anche di mostrarlo in tutta la sua femminilità.

La femminilità delle atlete per esempio viene rappresentata nelle sue sfaccettature mediante discipline come il lancio del disco, che mette in risalto corpi muscolosi e possenti e che richiama similitudini con caratteristiche del genere maschile; e discipline quali la ginnastica ritmica che invece sottolinea la grazia e la leggerezza dei corpi delle donne.

Pertanto lo sport può essere considerato come uno degli emblemi dell’emancipazione e della libertà della donna. Attraverso le differenti discipline sportive la donna è libera di raccontare se stessa, il suo corpo diviene simbolo di comunicazione al mondo esterno di una visione moderna del femminile, che si sperimenta in diversi campi e costruisce nuove forme di identità.

Inoltre la capacità della donna di vivere ed esprimere le emozioni può diventare una grande risorsa all’interno della pratica sportiva. Le emozioni possono infatti andare a costituire una fonte di energia motivazionale cui attingere, che supporta e dà forma all’attività sportiva.

In modo scambievole la pratica sportiva permette alla donna di raccontare e canalizzare emozioni che non incontrano espressione verbale.

Pertanto la donna che pratica sport non lo fa per perdere peso, modellare e tonificare il corpo, o meglio non solo, queste presentano le motivazioni che stanno più in superficie.

Le donne fanno sport per sentirsi e vivere meglio, per entrare in contatto con il proprio corpo e con le sensazioni che questo le dà, per ascoltare e dare sfogo alle emozioni, e poter avere così la possibilità di vedersi sotto nuove prospettive.

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Caterina Laini

Caterina Laini

Psicologa psicoterapeuta e Psicoanalista di gruppo IIPG. Consulente presso l’ Ospedale Niguarda di Milano per la riabilitazione di pazienti psichiatrici,  svolge attività di prevenzione e cura nell’ambito del gioco d’azzardo patologico.

http://www.reteimprese.it/caterinalaini

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