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Servizi sociali dei comuni e centri antiviolenza in rete

L’Associazione D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza ha realizzato la pubblicazione dal titolo “Linee guida per l’intervento e la costruzione di rete tra i servizi sociali dei Comuni ed i Centri Antiviolenza”.

L’Abruzzo farà da apripista in un’operazione pilota che la vede in prima linea tra tutte le regioni italiane ad aver pubblicato il vademecum, strumento che si dimostrerà utile per contrastare il fenomeno piuttosto diffuso della violenza contro le donne. Esso verrà distribuito ai 309 Comuni abruzzesi per sensibilizzare e rendere più moderne le azioni delle amministrazioni volte a contrastare ed a limitare i casi di violenza maschile contro le donne.

L’obiettivo del testo è di diventare uno strumento di lavoro e di collaborazione tra i Centri Antiviolenza ed i Servizi sociali utilizzabile per migliorare la conoscenza degli aspetti culturali e sociali legati al fenomeno della violenza maschile contro le donne, ma anche quello di capire meglio gli ostacoli e le difficoltà che la donna deve superare per riuscire a chiedere aiuto e di rendere possibile una presa in carico integrata per dare alle donne un sostegno concreto.

Accompagnare la donna che subisce o che ha subìto violenza verso la decisione consapevole di interrompere il ciclo di violenza ed aiutarla durante il percorso verso l’autonomia richiede un efficace lavoro di rete tra il Centro Antiviolenza ed il Servizio sociale competente. La costruzione di questa rete è la condizione fondamentale per predisporre progetti integrati che possano concretamente offrire ad una donna l’opportunità di uscire dal circuito della violenza.

Il vademecum si presenta come uno strumento di lavoro, il primo a livello nazionale, utile per migliorare la conoscenza degli aspetti culturali e sociali legati al fenomeno della violenza contro le donne. Per la prima volta si parla di valutazione del rischio e di violenza assistita, perché il fenomeno non riguarda soltanto le vittime, ma l’intera sfera familiare e soprattutto i figli della vittima con conseguenze sull’equilibrio psico-fisico del minore.

 

 

 

 

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