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Ma come fa a far tutto? I tanti ruoli che le donne di oggi vestono con passione

Nothing is impossibile, the word itself  says “I’m possible!” (Audrey Hepburn)

“Ma come fa a far tutto?” Il titolo della commedia americana che ha come protagonista l’attrice Sarah Jessica Parker richiama il quesito che spesso si sentono porgere e talvolta pongono a se stesse le donne che affrontano con grinta e determinazione la vita nella società di oggi, sempre più complessa su vari fronti.

Aumentano le possibilità, le scelte, le prospettive che si hanno a disposizione, ma anche le responsabilità, l’ investimento personale, le aspettative con cui ci si confronta.

Se una volta i percorsi di sviluppo personale sembravano seguire un “naturale” percorso, oggi alle donne e’ richiesta gran capacità autoriflessiva e consapevolezza, che porti a orientarsi tra le piccole e grandi scelte che fin da giovanissime sono chiamate a intraprendere.

Le possibilità di scelta sono infatti incrementate in modo esponenziale e oggi ciascuna può decidere, tra un’ ampia gamma di possibilità, il proprio percorso di studi, la città in cui vivere, la professione, le modalità con cui svagarsi, viaggiare, dar voce alla propria femminilità .

Sono aumentate inoltre le possibilità di comunicazione e di incontro, le modalità con cui vivere la dimensione relazionale e la vita di coppia, quelle in cui intendere la dimensione famigliare.

Spesso ciò comporta un assunzione di molteplici ruoli, talvolta anche difficili da far convivere e combaciare, ma allo stesso tempo capaci di dar voce alle diverse sfumature della propria personalità.

Nel film, per esempio, la protagonista e’ Kate, una donna di 35 anni che e’ moglie, madre e lavora per una ditta di gestione finanziaria. La sua è una vita dura e non senza sacrifici, che la porta a confrontarsi in contesti diversi, e che riesce a gestire anche grazie all’aiuto dell’amica Allison. L’ amicizia, soprattutto quella al femminile, diviene spesso uno degli aspetti a cui le donne tengono, che coltivano e che ritengono fondamentale per una piena soddisfazione personale, che non si associa più esclusivamente alla dimensione sentimentale e relazionale. I rapporti amicali e sociali consentono di dar voce e tener vivi gli aspetti ludici così come quelli di confronto e scambio reciproco.

Nel film, Kate cerca di dare il meglio di se’ non trascurando nessuna delle dimensioni della propria vita, barcamenandosi tra il confronto con le mamme dei compagni di scuola, in fissa con le farine biologiche e con i colleghi di lavoro, che appena possono rifilano il coltello nella piaga.

Un giorno però a complicare le cose arriva Jack, nuovo cliente di Kate, che si rivela provocante verso di lei.

Kate ama e riesce ad essere moglie, madre, donna pienamente impegnata nel proprio lavoro, amica, donna attiva e piacevole. La fatica e l’ impegno quotidiani sono ripagati dalla pienezza con cui investe in ciascuna di queste dimensioni.

Utopia? In realtà rispecchia una realtà sempre più condivisa, anche dai dati che ci fornisce l’ ultimo rapporto ISTAT. Il 39% di madri con tre figli lavorano. Il dato sale al 52,3%e al 57,8 % rispettivamente per quelle con 2 figli e un figlio.

Le donne di oggi si trovavo a muoversi come veri e propri “equilibristi”. Sempre in bilico tra desideri, progetti, responsabilità e rinunce talvolta necessarie. Bisogna prestare attenzione però a che ciò non nasconda un bisogno di corrispondere ad un immagine stereotipata di realizzazione personale, piuttosto che a un’ espressione dei molteplici volti della propria autenticità.

Avere autonomia, viaggiare, ritagliarsi e mantenere degli spazi per il rapporto con gli amici o le attività culturali e sociali ha un valore qualora la persona lo avverta come un bisogno personale e vivo.

Non necessariamente tutte le sfere vanno coltivate, anche in base alle caratteristiche personali e alla propria storia, le donne oggi possono sentirsi realizzate e avere la libertà di scegliere di investire esclusivamente ad esempio sulla vita famigliare, godendo a pieno, ad esempio la dimensione di mamma a tempo pieno.

All’ opposto talvolta donne che hanno ottimi risultati sulla carriera, possono essere pienamente soddisfatte della propria vita, pur senza avere figli o una relazione stabile.

Al di la’ dell apparenza e degli stereotipi, ogni donna ha la possibilità  di mettersi in contatto con i propri bisogni più autentici e scegliere nella maniera più libera quanto e in che ambiti investire.

Ogni dimensione da voce a diverse sfaccettature della femminilità, e più  vi e’ la possibilità di integrazione, più questa viene avvertita a livello anche identitario, come piena espressione di se’.

E pazienza se ruoli diversi richiedono fatica e grande capacità adattiva… Per un numero sempre maggiore di  donne, il gioco sembra valere la candela… Fare un lavoro che si ama ripaga la fatica di investire ore senza risparmiarsi, l’ abbraccio del proprio figlio cancella ogni stanchezza, una serata con le amiche o al corso che si e’ deciso di frequentare fornisce una dose di energia che da “benzina” al motore.. E in parte questo lo si sa, quando finalmente al termine della giornata ogni donna si chiede se ne valga la pena e come si “fa a far tutto?”

Maria Monica Ratti

Maria Monica Ratti

Psicologa, Psicoterapeuta, Specialista in Psicologia Clinica e Psicoanalista di Gruppo IIPG. Professore a contratto presso la Facoltà di Psicologia dell’Universita’ Vita-Salute San Raffaele. Svolge attività clinica e di ricerca presso l’Ospedale San Raffaele e l’ Università degli Studi di Milano Bicocca

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