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Polvere: il dialogo fra uomo e donna di Saverio La Ruina a Teatro

Un uomo fra i più dolci e sensibili del teatro italiano, Saverio La Ruina, porta in scena tutta la ferocia interiore che circonda come un velo di polvere la vita e il corpo delle donne vittima di violenza, con un realismo tale da mettere i brividi. “Polvere – dialogo fra uomo e donna” il quarto spettacolo teatrale dell’edizione 2015 del festival Solstizio d’Estate, sarà in scena, dopo una tournée nazionale, mercoledì 17 giugno, alle 21.30 nella corte di Casa Menestrina, a Mezzocorona. Un dialogo scarno, serrato, tagliente, un diagramma dei rapporti di forza all’interno di una coppia, che analizza con fare quasi scientifico la supremazia psicologica perfida e soffocante che l’uomo violento esercita sulla donna, prima di arrivare allo scontro fisico, prima delle botte e delle ossa rotte, prima dell’ennesimo femmincidio. “Polvere” non è il racconto di un delitto, ormai così quotidiano, ormai così presente in ogni realtà compresa quella trentina, non esplicita l’episodio di cronaca nera, ma cuce un dialogo fatto di domande sinistre e inquisitorie, di risposte sempre sbagliate, di momenti di tenerezza ancora più offensivi dopo la violenta dissezione psicologica della coprotagonista, Cecilia Foti, che sul palco interpreta l’altro, la vittima, il doppio di questo dialogo che è più un duello. I piccoli gesti maniacali, i toni e i ghigni crudeli di Saverio la Ruina, lo smarrimento così ben reso da Cecilia Foti coinvolgono fino quasi a spingere lo spettatore ad intervenire per salvare questa creatura dal destino segnato, da questo mostro, quotidiano, costante, normale. “Non so quanto c’entri il femminicidio con questo lavoro- scrive La Ruina- Ma di sicuro c’entrano i rapporti di potere all’interno della coppia, di cui quasi ovunque si trovano tracce.”

Dal sito: www.solstiziodestate.it

“Ma la violenza non arriva al suo compimento, il femminicidio, che pure qui virtualmente si consuma, non è un delitto su di un corpo, ma su di un sentimento, su di un’emozione. Da vedere”

Una storia di malamore, di quello che umilia e colpisce, che annulla. Storie di donne gettate nei fossi, abbandonate nei campi, rinchiuse nei sacchi di plastica, raccontate attraverso quello che succede prima. La Ruina analizza e interpreta il fenomeno del mostro, anziché raccontare una donna esplora l’universo maschile e violento. Eppure una donna sul palco insieme a lui c’è: Cecilia Foti, che interpreta con finezza la vittima sempre più consapevole di una storia senza amore. Più che un dialogo, come suggerisce il sottotitolo, è un vero e proprio match fra uomo e donna, attraverso cui si studiano le opache avvisaglie, i sintomi della malattia violenta che verrà. Il disprezzo e gli sgarbi che inscenano la violenza dello scherno e dell’insulto sussurrato, prima di quella delle botte e dell’omicidio. “Polvere” è la sporcizia sollevata pian piano attorno e sul corpo della donna, da un maschio insicuro e feroce interpretato da La Ruina, con lucidità estrema e forte impatto scenico. Tocca a lui dare vita a un’escalation di violenza emotiva anche grazie a un’interpretazione che si fa via via più secca, frutto di un lavoro preparatorio lungo e complesso. Uno spettacolo che nasce da interviste, incontri e testimonianze, da una realtà in cui è facile trovare qualche frammento della vita di ognuno. Polvere, senza filtro, in prima regionale.

Mercoledì 17/06/2015 Ore: 21.30

Mezzocorona, Casa Menestrina.

In caso di pioggia: Teatro San Gottardo.

Ingresso € 7,00 GRATUITO UNDER 21

Di Saverio La Ruina

Con Saverio La Ruina e Cecilia Foti

Musiche originali Gianfranco De Franco

Contributo alla drammaturgia Jo Lattari

Contributo alla messinscena Dario De Luca

Produzione Scena Verticale

 

Fonte: Trento Today . Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di securWoman.

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