images

One Billion Rising, si balla contro la violenza sulle donne

Il 14 febbraio 2015, per il terzo anno consecutivo, donne e uomini di tantissimi paesi del mondo balleranno insieme in nome della consapevolezza e della solidarietà, protestando contro la violenza sulle donne e celebrando la volontà di mettervi fine.

Eve Ensler, autrice de “I monologhi della vagina”, attivista e fondatrice del V-Day, ha voluto lanciare la campagna. One Billion Rising è un movimento globale che si attiene al principio fondante che ogni donna ha il diritto di vivere e decidere del proprio corpo, della propria salute e del proprio destino. Ballare significa libertà del corpo, della mente e dell’anima. È un atto celebrativo di ribellione, in antitesi con le forme oppressive delle costrizioni patriarcali.

L’iniziativa sta suscitando grande curiosità ed attenzione da parte dei media. Moltissime organizzazioni internazionali hanno aderito. Centinaia di migliaia di donne scenderanno in strada per protestare contro la violenza scegliendo la danza come segno di sfida e celebrazione.

Lo spirito e gli obiettivi quest’anno sono giustamente più ambiziosi. La campagna attesta la consapevolezza dell’impossibilità di porre fine alla violenza contro le donne senza analizzare l’influenza esercitata dalla povertà, dal razzismo, dalla guerra, dal disprezzo dell’ambiente, dal capitalismo, dall’imperialismo e dal patriarcato. La parola chiave di quest’anno è “Rivoluzione”.

Le donne scenderanno nuovamente in piazza per danzare. Danzare contro l’oppressione, lo stupro, la discriminazione, l’esclusione. Per raccontare delle donne giovani, migranti, sfrattate, anziane, ribelli, lesbiche, disoccupate, femministe, madri, operaie, pacifiste, studentesse, laiche, intellettuali, generose, grassottelle, libertarie e belle. Per mostrare la loro forza e determinazione ed il loro instancabile senso di giustizia. Rivendicheranno una politica seria di prevenzione e contrasto alla violenza.

 

Lascia un commento