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Nasce il reato di violenza sessuale

La legge del 15 febbraio 1996 n.66 persegue l’obiettivo di tutelare l’integrità fisica e psichica dei soggetti più esposti alle aggressioni ed alle violenze sessuali e ha uno scopo preventivo e punitivo. La scelta compiuta dal legislatore è stata quella di introdurre la definizione di un’unica ipotesi di reato denominato “atti sessuali”, includendo così, in tale espressione, anche quei casi in cui non vi è stato un contatto fisico tra vittima e aggressore.

La legge n. 66/96 individua la violenza sessuale propriamente detta e gli atti sessuali con minorenne che prevedono la pena della reclusione da cinque a dieci anni; la corruzione di minorenne che prevede la reclusione da sei a tre anni; la violenza sessuale di gruppo che stabilisce la reclusione da sei a dodici anni.

Chiunque sia vittima di “atti sessuali”, deve, al fine di ottenere l’applicazione della legge in oggetto, denunciare il fatto agli organi competenti entro sei mesi dal fatto delittuoso. Una volta fatta la querela, non può più essere ritirata.

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