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Misure contro la violenza nelle relazioni familiari anche di fatto

La L.154/2001 introduce nuove misure volte a contrastare in maniera incisiva i casi di violenza tra le mura domestiche. La sua applicazione ha il duplice scopo di prevenire il pericolo del consumarsi di reati di violenze fisiche e morali in seno alla famiglia e di recuperare i rapporti all’interno
della stessa. E’ un importante strumento di tutela per i soggetti vittime di violenze e ha come obiettivo quello di rafforzarla attraverso una duplice tipologia di interventi: in ambito penale e civile.

Con questa legge, infatti, il soggetto vittima di violenze può anche personalmente chiedere ed ottenere, attraverso uno specifico provvedimento giudiziale, l’applicazione di misure cautelari e dei c.d. ordini di protezione.

La legge 154/2001 introduce nel codice di procedura penale l’art. 282 bis che prevede un’importante misura cautelare, quella dell’ “allontanamento dalla casa familiare” del soggetto “violento”.

Un dato significativo della legge è, inoltre, l’espressa tutela, sia nel settore penale che in quello civile, riconosciuta alla persona convivente non unita da vincoli matrimoniali, ossia colui che ha una relazione familiare che prescinda dalla semplice sussistenza di meri rapporti di assistenza e solidarietà e dalla semplice coabitazione. La relazione familiare deve essere caratterizzata, da una comunanza di vita abituale e stabile, che può esistere anche indipendentemente da un rapporto di parentela ed affinità. Con l’approvazione della normativa anche il convivente vittima di violenze con
l’ordine di protezione può ottenere, ancorché temporaneamente, l’assegnazione della casa familiare, oltre alla liquidazione di un assegno di mantenimento. E’ stato quindi compiuto un ulteriore passo avanti nel riconoscimento della convivenza di fatto.

 

 

 

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