lividi

Lividi, storie di donne ferite

Un libro scritto “da donna”, raccontando di donne ferite. Questo l’intento di Laura Romano che, per San Paolo Edizioni,  nel suo lavoro “Lividi” affronta la forte  ed attuale tematica della sofferenza femminile.

Sedici storie di donne, narrate quasi in prima persona, senza peli sulla lingua perché il dolore, il male che produce i lividi del corpo e dell’anima, pretende di essere ascoltato per ciò che è.

C’è Barbara, violentata dallo zio a sei anni; c’è Stefania, che si infligge torture per punire la sua bellezza ritenendola la causa dello stupro; ma ci sono anche la sessantenne Antonietta che vuole essere odiata da tutti per aver messo al mondo una bimba malformata e vissuta poco; l’anoressica Patrizia; l’autolesionista Lucia; l’adolescente Marzia, che va male a scuola per non essere migliore della madre malata; la dodicenne Alice che vuole morire per non subire più le umiliazioni della banda che la sbeffeggia.

Con una scrittra fluida e circostanziata, che evoca la violenza della cruda realtà, si susseguono storie di donne guerriero, bambine che si fingono già adulte, adolescenti al bivio tra due mondi e anziane rinchiuse dalla giovinezza in una sofferenza silenziosa.

Laura Romano, laureata in Scienze dell’educazione e Lettere moderne, raccoglie alcune delle storie che ha incontrato nella sua esperienza professionale. Una narrazione che va dalla nascita alla morte toccando infanzia, adolescenza ed età adulta perché, come scrive l’autrice nell’ultimo capitolo che parla di lei, “in fondo la vita è una narrazione; è il modo attraverso cui ciascuno di noi tesse le maglie del proprio passato, significa gli eventi, li riconnette fra loro, trovando, così, un filo conduttore per dar conto di se stesso, di ciò che è”.

 Storie di dolore e sul dolore.  Narazioni che parlano di sofferenza, paura, male di vivere, ferite mai rimarginate.  Il racconto di queste vite traumatiche evidenzia la ricerca di nuovi significati e di un nuovo senso da attribuire  a queste dolorose vicende. Ma solo quando il dolore è ascoltato, può camminare verso il cambiamento, verso la guarigione.

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