somatizzare

La donna nella sua quotidianità: la somatizzazione.

“Dietro ai tuoi pensieri ed ai tuoi sentimenti, fratello, sta un potente sovrano — che si chiama Sè. Egli abita nel tuo corpo; è il tuo corpo.” Friedrich Nietzsche

Mal di testa, gastriti, dermatiti… molto spesso quando tormentano la nostra quotidianità siamo istintivamente portati ad associarli allo stress. Tendiamo a collocarli in una dimensione in cui il lato organico appare strettamente legato alla nostra sensazione di benessere in senso lato.
Tuttavia vi è spesso resistenza a considerare la possibilità che dietro a questi sintomi fisici possa celarsi e al contempo esprimersi un malessere emotivo.
Eppure è proprio per la difficoltà a dar voce pienamente ed entrare in contatto con le proprie aree di sofferenza che il meccanismo della somatizzazione sembra essere sempre più diffuso.
In una società che ci spinge all’efficienza e all’attenzione per la produttività e l’immagine, ecco che ciò che di più profondo ha a che fare con conflitti personali, ambivalenze e difficoltà, cerca di imporre altrettanta cura, prendendo talvolta la forma di sintomo, che in quanto fisico, diventa “visibile”.
La somatizzazione può infatti essere definita come la tendenza transitoria o persistente che porta al tentativo di comunicare differenti forme di disagio emotivo dando loro “corpo” attraverso sintomi somatici, che spesso portano in primo luogo a cercare un aiuto medico, nell’ attesa di una risoluzione immediata. Generalmente è assai difficile identificare l’eziologia organica che spieghi la presenza di questi disturbi che possono interessare parti del corpo, apparati, e funzioni molto differenti tra loro.
La somatizzazione può avere natura occasionale e in questo caso è principalmente legata a momenti di stress o a passaggi evolutivi e di cambiamento. Lo stress è legato a un attivazione di fronte a una richiesta dell’ambiente esterno che prevede su più fronti la messa in gioco delle proprie risorse personali. La risposta fisiologica allo stress coinvolge il sistema endocrino, circolatorio e immunitario. Ecco dunque che se in situazioni di stress emergono sintomi di natura psicosomatica spesso li avvertiamo come “un campanello dall’allarme”, che ci indica la necessità di prendersi cura anche di sé, delle proprie energie e del modalità con cui si stanno affrontando gli eventi.
Tuttavia in alcuni casi la somatizzazione è di natura persistente. Il cronicizzarsi di questa modalità indica in realtà una natura non funzionale ed efficace del meccanismo che vi sta alla base, e un’attenzione particolare a quanto questo meccanismo possa influire in senso più ampio sul benessere psicofisico e sul proprio equilibrio, tanto da talvolta sfociare in vere e proprie condizioni di malattia.
Un altro aspetto da considerare, che varia in base alla storia personale di ciascuno è relativo a quella che possiamo definire la “scelta” della localizzazione, dove entrano in gioco ancora una volta molteplici fattori. Alcune parti del corpo possono assumere un particolare significato inconscio e i sintomi possono assumere la valenza di un linguaggio simbolico.
Il legame tra psiche e soma, su cui si è da sempre dibattutto è strettissimo e complesso, ed è importante tenerne conto rnella cura e nell’investimento sul proprio benessere.Anche il Diagnositc and Statistical Manual of Mental Disorders V (DSM V) sostiene che sia molto di “fisico” dei distubi “mentali” e molto di “mentale” nei disturbi “fisici”.
Ecco allora che l’attenzione a una prospettiva olistica, che investa sulla cura sia del proprio corpo, attraverso lo sport e una accurata alimentazione, unita all’attenzione al proprio benessere personale, relazionale e sociale, consento di abbracciare in maniera più ampia il concetto di salute, tutelando su più fronti la propria.
Maria Monica Ratti

Maria Monica Ratti

Psicologa, Psicoterapeuta, Specialista in Psicologia Clinica e Psicoanalista di Gruppo IIPG. Professore a contratto presso la Facoltà di Psicologia dell’Universita’ Vita-Salute San Raffaele. Svolge attività clinica e di ricerca presso l’Ospedale San Raffaele e l’ Università degli Studi di Milano Bicocca

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