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Io corro incontro alle difficoltà

Nel 1970 alla maratona di New York ci fu un’unica donna partecipante che non riuscì a portare a termine la corsa.
Solo a distanza di qualche decennio la situazione sembra cambiata radicalmente. Nelle ultime maratone di New York le donne partecipanti registrate sono migliaia.
Naturalmente in tutti questi anni è aumentato in generale il numero di donne che praticano sport, ma la corsa riveste un particolare significato, sia a livello fisico che mentale.
Innanzitutto credo che per le donne correre voglia dire dedicare un po’ di tempo a se stesse, al proprio benessere, a per-correre uno nuovo stile di vita.
La corsa può essere infatti, strumento di conoscenza di sé e degli altri.
In che modo?
Correndo ci si prende del tempo, ed è un tempo in cui ognuna può “gestire” in diversi modi, non solo per la semplice attività fisica dunque, ma anche per la riflessione.
Durante questo tempo ci si può concedere finalmente quello spazio mentale che durante il quotidiano fitto di impegni non è possibile prendersi.
Si può pensare e ripensare a degli aspetti di noi, a progetti futuri, a ciò che si è fatto durante la giornata o ciò che ci si sta accingendo a fare, e nel contempo sentire il nostro corpo, che solitamente “scolleghiamo” negli altri momenti della giornata in cui si lavora o si è intenti a portare a compimento i sempre troppi impegni.
Inoltre correre permette di riprendere contatto anche con la realtà circostante e con gli altri. La corsa comunemente è svolta all’aria aperta, nei parchi o in giro per la città, dandoci la possibilità di guardarci intorno e fare degli incontri con altri sportivi.
Spesso correre ci aiuta (paradossalmente) a ridimensionare la stanchezza accumulata, proprio perché riduce i livelli di stress e aiuta il corpo a scaricarsi. Aiuta il corpo delle donne anche in momenti come la gravidanza, il ciclo e la menopausa. Infatti la corsa regala una sensazione diffusa di rilassamento subito dopo l’allenamento.
A tal proposito questo tipo di attività fisica mitiga alcuni sintomi della sindrome pre-mestruale: riduce le tensioni e le ansie associate a questa fase, regola il sonno e l’alimentazione (che a volte possono risultare irregolari, o sovra o sotto dimensionati), allevia la sensazione di pesantezza e ridistribuisce le energie fisiche e mentali.
Il running può poi assumere una connotazione agonistica e comprendere dunque la partecipazione a gare o maratone. Questa prospettiva è senz’altro ancor più legata alla socialità nonché ad una dimensione di sfida con gli altri, ma anche con se stesse e con i propri limiti.
Anzitutto una gara presuppone un periodo di allenamento costante e continuo finalizzato ad un obiettivo. Ciò comporta un’attivazione di una serie di aspetti mentali come la motivazione, le aspettative, la concentrazione, l’affioramento di emozioni legate a quella attività, ma che richiamano anche il passato.
Dopodichè ci si trova di fronte al “compito” ed alla relazione e confronto con gli altri, ciò significa che si mettono in campo la quasi totalità degli aspetti del sé, che implica un grande lavoro su se stessi e sul proprio corpo (ed immagine corporea).
Dice Julia Jones scrittrice e allenatrice appassionata di running femminile: “[..] un viaggio fatale a New York nel ’86 mi ha portato al traguardo della New York City Marathon. Sono rimasta a Central Park e seguire la gara per ben cinque ore, ipnotizzata dal fiume umano che vedevo scorrere lungo la strada. Solo guardare gli atleti mi riempiva di energia, potenza e forti emozioni. Così ho pensato..se solo a guardare le persone correre mi sento così, chissà com’è correre davvero! Oggi correre è l’amore della mia vita […]”.

Caterina Laini

Caterina Laini

Psicologa psicoterapeuta e Psicoanalista di gruppo IIPG. Consulente presso l’ Ospedale Niguarda di Milano per la riabilitazione di pazienti psichiatrici,  svolge attività di prevenzione e cura nell’ambito del gioco d’azzardo patologico.

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