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Intervista a Fioly Bocca, una nuova voce che lascia il segno

Fioly Bocca vive sulle colline del Monferrato con il suo compagno, i suoi due bambini, cavalli, cani, gatti e galletti. È laureata in Lettere all’Università di Torino, e si è specializzata con un corso in redazione editoriale. Lavora a Torino nell’ambito della comunicazione web. “Ovunque tu sarai” è stato nel 2015 il suo romanzo d’esordio.
Dal 2012 cura il blog personale www.bbodo.it.

Com’è essere una scrittrice?
Non mi reputo una scrittrice, ma soltanto una che ama raccontare storie e che ha avuto la fortuna di pubblicare due libri. Spero di diventarlo, a forza di caparbia insistenza.

Di quale genere letterario si occupa?
Ho scritto due romanzi che raccontano i sentimenti. Sono storie di donne vulnerabili e tenaci in cerca della propria strada.

Ci parli del Suo ultimo libro…
“L’emozione in ogni passo” è una storia d’amore, ma soprattutto una storia sulle corrispondenze misteriose che fanno incontrare, capire e amare le persone.
Un desiderio, una speranza, un dolore da lasciare andare: come tutti quelli che decidono di intraprendere il Cammino di Santiago, anche Alma ha una ragione profonda che la induce a chiudere per qualche settimana la sua libreria nel cuore di Bologna e a partire in un’alba diafana di giugno. Sta cercando di dimenticare Bruno, ma in realtà sono proprio i suoi appunti su un foglio spiegazzato a guidarla passo passo lungo il Cammino. E un quadernetto azzurro a cui affida tutti i suoi pensieri: chissà se su quel masso si è seduto anche lui, chissà se ha alzato lo sguardo su quello stesso cielo. Frida invece è una psichiatra che dopo un fatto terribile non è più in grado di occuparsi degli altri. Per questo ha lasciato il suo lavoro, e l’unica cosa che le importa adesso è cercare le persone che hanno conosciuto Manuel, suo marito.
Alma e Frida si incontrano al termine di una lunga giornata di marcia a Puente de la Reina. Sono due donne totalmente diverse, ma in comune hanno un conto aperto con la vita. E insieme scopriranno che la condivisione della fatica e del dolore è spesso il preludio di un miracolo: perché il Cammino scandisce il proprio tempo e influenza il destino di chi lo compie in modi che nessuno può prevedere.

Ha mai sentito parlare del nostro servizio, securWoman 2.0? Cosa ne pensa?
Ritengo sia di grande utilità qualsiasi iniziativa che promuova la sicurezza della donna e la supporti fattivamente.
Mi sembra utile sia da un punto di vista pratico che da uno psicologico: è importante sentire di non essere sole, soprattutto in situazioni che si percepiscano come potenzialmente rischiose.

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