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Il gatto come riflesso della donna.

Oggi 17 febbraio è la Giornata Nazionale del Gatto, una festa che permette agli amanti di questi felini di viziare i loro cuccioli ancora di più. Si perché i gatti ormai sono diventati i padroni del mondo!
Da sempre la figura del gatto è associata a quella della donna. Sarà forse per la bellezza e l’eleganza di questo felino che spesso riprende il movimento ancheggiante della donna, sarà forse per il rispetto e la cura che ha il gatto verso il proprio corpo. O forse perché il gatto a volte, rispecchia in maniera concreta il comportamento della donna: sentimentale, romantica, buona, ma diffidente e schiva sotto certi punti di vista.
Anche la Storia ci parla di un’unione particolare tra donna e gatto: già nell’Antico Egitto il culto della dea Bastet, inizialmente nata come culto solare per la sua forza e agilità, divenne pian piano culto lunare (che si basava su figure prettamente femminili). Quando il culto della Dea raggiunse l’apice, in Egitto si prese la decisione di emanare una legge che vietasse di far del male ai gatti, pena la morte.
Infine, grazie anche all’influenza dei greci, sui dipinti parietali che accompagnano i geroglifici delle tombe e dei templi, Bastet cominciò ad essere raffigurata come una donna con la testa di una gatta.
Tuttavia il passato di donne e gatti non fu sempre così idilliaco. Basta pensare alle persecuzioni e alle violenze che entrambi subirono durante il Medioevo: i gatti per la Chiesa infatti erano l’incarnazione del Diavolo e ciò faceva delle donne che li accudivano, delle serve e adoratrici dell’inferno.
La Caccia alle Streghe si concentrò soprattutto tra la fine del Quattrocento e la prima metà del Seicento: le presunte streghe ( che, guarda caso, appartenevano a quelle classi considerate inferiori) e a volte le loro figlie femmine, venivano prese, torturate e spesso bruciate vive sul rogo insieme ai gatti.
Quindi da sempre, nel bene o nel male, la figura della donna è paragonata a quella del gatto. Sarà appunto per le qualità fisiche o comportamentali, o forse anche rispetto al fatto che il fantastico felino sembra affezionarsi di più alle donne rispetto che agli uomini. Alcuni studiosi ritengono che ciò dipenda dal fatto che i gatti trovino più gradevole il suono della voce femminile più dolce e acuta; altri invece ritengono che tale preferenza dipenda dal diverso modo di approcciarsi con il felino: mentre l’uomo solitamente infatti tende a rivolgersi al gatto dall’alto, mettendolo in una situazione di sottomissione, la donna si pone allo stesso livello dell’animale, senza sovrastarlo, accucciandosi vicino a lui per avere un contatto diretto.
Insomma, da sempre donna e gatto sono uniti da un legame indissolubile che crea una complicità esaltata da religioni, proverbi, racconti e oggigiorno anche dai film. Il tutto quindi si riassume nel fatto che la donna è un Essere elegante, unico, fantastico, a volte sfuggente, ma fondamentalmente generoso. Come il gatto.

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