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Basta violenza: pene più severe

Prevenire la violenza di genere, proteggere le vittime e punire severamente i colpevoli sono gli obiettivi del decreto legge contro il femminicidio (93/2013) e la violenza sulle donne convertito in Legge 119/2013. Pene più severe in quanto il testo normativo prevede l’aumento di un terzo della pena se alla violenza assiste un minore e/o se la vittima è in gravidanza e/o se la violenza è commessa dal coniuge (anche se separato) e dal compagno (anche se non convivente).
È previsto l’arresto obbligatorio in caso di flagranza per reati di maltrattamento familiare e stalking: le forze dell’ordine sono così obbligate al fermo di colui che viene sorpreso in un atto di violenza domestica o di stalking. Alle forze di polizia viene anche data la possibilità di allontanare da casa il coniuge (o compagno) violento se c’è un rischio per l’integrità fisica della donna. Viene così impedito a chi è violento in casa di avvicinarsi ai luoghi domestici. I destinatari di questo provvedimento possono essere controllati attraverso il braccialetto elettronico.
Una volta sporta querela per violenza e maltrattamenti questa diventa irrevocabile allo scopo di sottrarre la vittima al rischio di una nuova intimidazione tendente a fargliela ritirare.
Con questo decreto, i tribunali possono adottare delle corsie preferenziali per i processi per femminicidio e per maltrattamenti.
Per chi è vittima di stalking o maltrattamenti e non si può permettere un avvocato, è ora previsto il patrocinio legale gratuito.

Viene concesso un permesso di soggiorno per motivi umanitari agli stranieri che subiscono violenze.

La vittima di violenza o maltrattamenti sarà costantemente informata sulla condizione giudiziaria del colpevole (se si trova in carcere o in libertà, se è stato condannato, ecc…).

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